Ventitré anni a bordo di Pegaso: la storia dell’infermiere Vanni Pastorelli

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Ventitré anni a bordo di Pegaso: la storia dell’infermiere Vanni Pastorelli

È come se il destino avesse voluto fargli un saluto speciale: in occasione del suo ultimo volo in servizio sull’elisoccorso Pegaso, Vanni Pastorelli, responsabile infermieristico emergenza territoriale area provinciale Grosseto ed elisoccorso dell’Azienda Usl Toscana sud est, è andato in un luogo dove non aveva mai “volato” prima.

“Sabato 26 settembre – racconta Vanni Pastorelli – ho effettuato l’ultimo servizio a bordo dell’elisoccorso Pegaso: ho raggiunto, infatti, i 65 anni di età e, secondo la norma, non posso più avere un ruolo operativo. E in occasione di questo turno siamo andati a fare un servizio in località La Verna, dove non ero mai stato. Siamo dovuti intervenire con l’elisoccorso per le caratteristiche del luogo, molto impervio, ma il paziente non era in pericolo di vita”.

Vanni Pastorelli ha lavorato a bordo di Pegaso, e non solo, dal 3 giugno del 2003. “Sono stati ventitré anni molto belli – commenta – in cui ho avuto la fortuna di incrociare, lavorare, condividere del tempo con persone molto qualificate, sia per la parte aeronautica che per le competenze professionali di tipo sanitario. In questo ambito lo spirito di squadra è molto forte, perché ti trovi ad intervenire in contesti difficili: zone isolate, non facilmente raggiungibili, ed è qui che la squadra fa la differenza”.

Pastorelli si è avvicinato a questa carriera, che è diventata parte integrante della sua vita, in modo quasi casuale: “Dopo alcuni anni in reparto, ho iniziato un percorso in terapia intensiva, quindi in Pronto soccorso e rianimazione. Da lì mi sono appassionato all’emergenza e nel 2002 sono entrato nel 118. Dopo un po’ di tempo in servizio è normale avvicinarsi anche all’elisoccorso e mi sono ritrovato su Pegaso: non era qualcosa che pensavo mi piacesse invece – e la sua voce tradisce l’emozione – me ne sono innamorato”.

Operare in questo settore richiede impegno e grande preparazione: “Ogni anno facciamo test fisici e attitudinali, esercitazioni in cui, sotto l’occhio vigile del Soccorso alpino, ripercorriamo tutte le manovre speciali – continua Vanni – come l’uso del verricello, le discese, le risalite. Serve, chiaramente, anche un’attitudine fisica e, a differenza degli altri operatori sanitari, che sono sottoposti a visita medica ogni due anni, noi eseguiamo una serie di controlli specifici ogni anno, per garantire la massima sicurezza a noi e ai nostri assistiti. Fondamentale è la formazione: seguiamo corsi altamente specifici per rispondere ai criteri richiesti da questo tipo di intervento sanitario”.

Ci sono interventi che Vanni non potrà mai dimenticare. Il primo volo: “Che mi ha portato ad eseguire un intervento da Portoferraio a Pisa, dove abbiamo portato un ragazzo vittima di un incidente stradale che, per fortuna, non ha avuto esiti drammatici. Oppure un intervento fatto ad Amatrice, dopo il terremoto: in quella situazione, purtroppo, non siamo riusciti a salvare una bambina molto piccola, recuperata sotto le macerie. Sono situazioni che ti segnano, che ti mettono in discussione ma che, nel mio caso, non hanno cancellato la mia voglia di fare questo lavoro”. Anzi, racconta Vanni: “Trovarsi in queste situazioni ti dà ancora più forza e motivazione a lavorare al meglio. Spesso lo stato di ansia e la paura, se gestiti, ti aiutano a capire come intervenire”. Importantissimi, in questi casi, sono i briefing che l’équipe fa per valutare il proprio operato.

Da oggi, giorno del suo 65° compleanno, Vanni Pastorelli continuerà a lavorare da terra: “Continuerò a organizzare l’attività dell’elisoccorso e, a parte non essere più a bordo, non cambierà molto nell’impostazione del lavoro: continuerò a rimanere come responsabile infermieristico del servizio e a essere operativo, per circa il 30% del mio orario, su automedica e ambulanza”.

“Ringraziamo Pastorelli – dice Luca Grechi, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto – per il lavoro svolto in questi anni: è stato ed è un punto di riferimento per tanti colleghi infermieri e per tanti colleghi dell’Azienda Usl Toscana sud est. La sua competenza, ampiamente certificata, è stata anche fonte di ispirazione per tanti infermieri, oltre al fatto che è un professionista credibile e apprezzato. Gli auguriamo, quindi, di continuare a lavorare con soddisfazione nel suo ruolo, fondamentale per il settore dell’emergenza-urgenza”.